AL CINEMA: Alien Covenant


Alien Covenant, diretto da Ridley Scott, รจ il secondo episodio della trilogia prequel iniziata con Prometheus, dedicata al celebre franchise sci-fi nato nel 1979. Ambientato dieci anni dopo gli eventi narrati in Prometheus, il film racconta della missione di colonizzazione su larga scala del pianeta Origae-6, sul fianco estremo della galassia, da parte dell'astronave Covenant con a bordo 2000 persone addormentate artificialmente e sulle quali veglia l'androide Walter (Michael Fassbender). L'iper-sonno dell'equipaggio e la tranquillitร  del viaggio vengono interrotti dalla violenta eplosione di una stella che distrugge le vele di raccolta di energia della Covenant, provocando decine e decine di morti. L'inevitabile deragliamento della missione fa approdare i membri superstiti dell'equipaggio su quello che sembra essere un paradiso inesplorato, un Eden indisturbato con montagne coperte di nuvole e immensi alberi altissimi, molto piรน vicino di Origae-6 e potenzialmente altrettanto valido per ospitarli. Guidati dall'esperta di terraformazione Daniels (Katherine Waterston) e assistiti dall'androide Walter, gli uomini scesi a terra si imbattono nella carcassa di una nave aliena schiantata, ignari del pericolo che vi si nasconde all'interno. Il gruppo, seguito a distanza ravvicinata dal drone David, unico superstite della spedizione della Prometheus, identico nell'aspetto al sintetico Walter, dovrร  lottare fino allo stremo delle forze per resistere agli attacchi delle mostruose creature che ha inavvertitamente risvegliato. Con questo episodio, il sesto della serie, il Ridley Scott si avvicina sempre di piรน verso la rivelazione sulle misteriose origini della madre di tutti gli alieni, il letale xenomorfo del primo Alien.

Nello spettro ideale che va da Prometheus al primo Alien, Alien: Covenant รจ molto piรน vicino al primo che non al secondo. Ma non perchรฉ sono di meno gli anni reali che li han separati: la comunanza รจ prima di tutto ideale, direi ideologica, e di certo non si puรฒ accusare Ridley Scott di mancare di coerenza. Poi, certo: nel terzo atto del film l'identificazione tra il personaggio di Daniels interpretato da Katherine Waterston e la Ripley di Sigourney Weaver si fa via via piรน evidente, e in scena entra lo xenomorfo cosรฌ come lo conosciamo tutti grazie ai film che compongono la quadrilogia originale. Perรฒ, quello che conta davvero - e che in qualche modo torna a contare nel finalissimo a sorpresa che poi tanto a sorpresa non รจ - รจ quello che viene enunciato nella scena iniziale. รˆ la domanda "da dove veniamo?", quella alla quale Weyland vorrebbe rispondere di fronte al suo David appena creato, quando il sintetico con le fattezze di Fassbender gli domanda (appunto): "se tu hai creato me, chi ha creato te?". Come e piรน che in Prometheus, anche in Alien: Covenant le ragioni della filosofia sono quelle che dettano il ritmo e l'azione, quelle dello spettacolo ne sono quasi solo una conseguenza, una filiazione inevitabile; il film รจ il risultato dell'ibridazione di questi due distinti organismi, dove la prima รจ il parassita che infetta e rigenera il secondo. Lontani anni luce, quindi, dall'essenzialitร  ruvida e minimalista del film del '79, puro cinema horror capace di trascendersi e farsi metafora di qualcosa di piรน profondo, che sempre la generazione riguardava. Piรน pericoloso dell'uomo che volle farsi re, solo l'uomo (?) che vuole farsi Dio. Cosรฌ si potrebbe sintetizzare il nuovo film di Ridley Scott, che mentre per Alien partiva dall'inconscio, qui mette tutte le carte della Ragione in tavola, ben piazzate e allineate, a partire dall'occhio in primissimo piano che apre il film che รจ una dichiarazione di sguardo e punto di vista, passando per Wagner e le ossessioni di Billy Crudup per la fede, senza contare i tanti legami matrimoniali che si spezzano, nel film, impedendo quindi nuove generazioni. Sono cambiati i tempi, sono cambiati soprattutto gli sceneggiatori, e questi di oggi ti spiattellano tutto sotto il naso, non son capaci di sottotesti, indicano col neon dove devi guardare, scelgono le soluzioni piรน ovvie e prevedibili a ogni bivio narrativo (l'ho giร  detto del finalissimo a sorpresa che poi tanto a sorpresa non รจ?) e fanno dei protagonisti personaggi che parlano in maniera irreale e po' ridicola, facendogli commettere errori e castronerie perchรฉ cosรฌ รจ piรน facile dipanare la matassa della trama. Sono cambiati i tempi, ma per fortuna la mano di Scott rimane quella di sempre, capace di mettere tutte le pezze che servono, o quasi tutte, di scegliere le facce giuste per le parti giuste (l'equipaggio della Covenant รจ un piccolo miracolo di casting) e di raccontare con la stessa incisivitร  la sospensione del cammino, la suspense dell'attesa, l'adrenalina della fuga, del terrore, della lotta. Come le guarda lui, le stelle, non le guarda nessuno. Anche se, e non sarร  certo un caso, l'incidente che risveglia l'equipaggio della Covenant all'inizio del film ricorda tantissimo quello di Passengers, e i pianeti abitabili da colonizzare (con i rischi nascosti che contengono) fanno tornare alla mente la recente scoperta del sistema solare di Trappist 1. Sono allora queste, non altre, le vere paure inconsce che Scott lascia emergere.

Credit To: Federico Gironi Coming Soon


  • DATA USCITA: 11 maggio 2017 
  • GENERE: Fantascienza 
  • ANNO: 2017 
  • REGIA: Ridley Scott 
  • ATTORI: Michael Fassbender, Katherine Waterston, James Franco, Noomi Rapace, Guy Pearce, Carmen Ejogo, Billy Crudup, Danny McBride, Demian Bichir, Jussie Smollett, Amy Seimetz, Uli Latukefu, Andrew Crawford, Nathaniel Dean 
  • SCENEGGIATURA: Michael Green, Jack Paglen, John Logan 
  • FOTOGRAFIA: Dariusz Wolski 
  • MONTAGGIO: Pietro Scalia 
  • MUSICHE: Jed Kurzel 
  • PRODUZIONE: Scott Free Productions, Twentieth Century Fox Film Corporation DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox 
  • PAESE: USA 
  • DURATA: 121 Min

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